Raccolta di scatti, attraverso riflessi e luci spezzate dai vetri
e tecnica fotografica, filtra, blocca la fusione che si crea,
inevitabile, tra colpo d’occhio e visione accurata.
La raccolta comprende appunti di viaggio e sensazioni, come un
block notes per ricordare ed annotare esperienze che partono dall’immagine
soggettiva e sconfinano nel sogno.
Al termine del viaggio, come in uno specchio, siamo soli con il
nostro "bagaglio surreale".
Questa serie di fotografie è stata creata per determinare
il doppio punto di vista del genere umano.
Talvolta l'occhio e la mente dell' uomo non riescono a dissociarsi
e tendono quindi a creare un rapporto di lavoro simbiotico, a
non essere quindi autosufficienti nell' inquadrare e determinare
l'estetica ed il significato di una determinata situazione.
Ho cercato di ricreare, tramite tecniche miste (doppie esposizioni
sul negativo), il lavoro svolto dal cervello dal momento in cui
l' occhio percepisce uno stimolo fisico. Per comprendere a fondo
quanto detto, vi invito a leggere le mie fotografie nel modo in
cui vi indicherò qui di seguito:
poichè l'occhio non è in grado
di pensare, ma riproduce (con proprietà ottiche soggettive,
diverse da persona a persona, basti pensare ai difetti della
vista) il mondo circostante con buona precisione, il cervello
ha il compito di assegnare al soggetto inquadrato un significato
di base (dato dall' esperienza) e un significato mutevole (dato
dalla ragione umana che permette uno sviluppo del pensiero).
Osservate una delle fotografie con estrema superficialità,
(cercando quindi di non porre attenzione ai dettagli o al significato
che essa potrebbe comunicare), vi risulterà uno strano
e divertente gioco compositivo-cromatico di situazioni già
viste o in qualche modo già percepite. Il vostro cervello
le classificherà come immagini di ricordi confusi nella
memoria, che non vi appartengono (in quanto non eravate soggettivamente
nei luoghi dove sono state scattate), ma riproducono ambienti,
situazioni e associazioni mentali di grande ricorrenza e importanza
nella fase di ricostruzione da "immagine visiva" a
"ragionamento visivo".
Guardando superficialmente queste fotografie,
siete quindi automaticamente portati ad un ragionamento inconscio
in quanto lo sviluppo modale (estetico-significativo) che esse
ricreano è lo stesso che opera la mente in modo automatico
quando subisce il "dejavu" (che dà la sensazione
di già vissuto in quanto l'informazione passa, per motivi
di refrattarietà elettrica, due volte in pochi decimi
di secondo nello stesso neurotrasmettitore giungendo al cervello
come informazione già recepita).
Queste fotografie stimolano l' immaginario di
ognuno toccando sensazioni di luoghi simili, visti o immaginati.
Rappresentano un mondo surreale denso e schivo al tempo stesso,
un mondo difficile da comprendere e altrettanto facile da giudicare.